
Taty Almeida Aurora Bellocchio 25a Marcia della Resistenza
Queste donne, impavide e coerenti come solo le donne sanno e possono, volevano solo sapere dove fossero i loro figli.
Queste donne stavano lì, con le loro richieste mute negli occhi.
Stavano lì con la storia tra le mani e gli umori a grondare in rivoli leggeri.
Stavano a guardia di un'umanità ormai perdutasi per strada e fattasi alienazione.
Com'è morire a diciotto anni, senza sapere bene perchè?
Com'è morire con tutta la vita ancora davanti e qualche sorriso lieve alle spalle?
Com'è la tortura quando si è poco più di un bambino e qualcosa meno di un adulto?
Che gioco crudele, per tutti quei ragazzi trasformati in delfini.
Può chiamarsi Nepal oppure Birmania, Argentina o Cile, Italia o Germania.
Cosa conta?
Il gioco è uguale e si ripeterà.
Ma le madri, le madri ci saranno sempre. Per ricordare, nei loro uteri caldi, ciò che fu .
Sono madri che vorrei a governarmi.....madri vere, con gli occhi a contenere il mondo.
Madri capaci di amare nel rispetto dell'autonomia.
Madri di uomini e non di mostri.
Madri che conoscono il valore di ogni singola vita, ogni singola biografia.
Madri in grado di custodire e proteggere senza essere a servizio delle logiche di potere.
Madri, non finti padri.