lunedì, 12 maggio 2008

HAPPY MEAL


L'ABBRACCIO

HEART IS CALLING

NEVER GIVE UP

GIMMY EAT WALL

THE UNSOLVED MAN

www.kennyrandom.com
postato da: SalenegliOcchi alle ore 16:05 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 09 maggio 2008
La Frazer canta teardrop dei massive....ed è perfetta ma pur essendo tale ha un'anima. E ti accarezza, ti toglie le domande che scivolano ai  piedi che quasi ti stupisci ti siano appartenute. Ed allora alzi gli occhi e cerchi le foto, per capire quanto il tempo si sia stratificato sul derma. e giochi con i verbi e la sintassi, come fossero possibili vie d'uscite all'incongruità dell'essere mortali. sento il cimitero quanto sento i nidi degli ospedali, con il pianto asincrono dei piccoli di questa nostra razza benedetta. sento il sangue dei campi di battaglia quanto le carezze trattenute di chi mi è intorno. sento il giorno quando mi piomba addosso senza preavviso e la notte discreta ma implacabile. sento il tempo senza te quanto il divenire simbiotico dei giorni che furono. indulgo nella pornografia di questi spazi virtuali e benedico i miei figli, il padre rivoluzionario degli stessi, il mio saltimbanco del cuore, cinzia e francesco, la sister, enrico ed andrea/ezio, riccardo ed i suoi ritardi, sabra sotto l'egida dei pesci, i miei genitori, i miei fratelli tutti e per dirla con il buon battiato "l'animale che mi porto dentro" (si prende tutto anche il caffè....)
Thehappyrider
postato da: SalenegliOcchi alle ore 18:50 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 25 aprile 2008


L'amore necessita di coraggio.
Per tutti gli altri casi:
più che call me
call you.
postato da: SalenegliOcchi alle ore 22:14 | Permalink | commenti (12)
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lunedì, 21 aprile 2008
Oggi in una vetrina di un negozio di articoli per animali ho visto una cuccia per cani in finta roccia. L'ho vista passando, mentro ero in autobus. Sullo stesso autobus in cui era salito anche un controllore che mi aveva molestato un paio di mesi fà. Mi ha riconosciuta ed ha fatto finta di niente. E' uno stronzo con i capelli rossi e la barba rossa. Lì seduta ho pensato che avevo l'ombrello. Un ombrello arancione che sarebbe finito sul suo piede di taglio o tra le sue gambe in un elegante e netto gesto. Un gesto senza sbavature. Però la cuccia per cani mi ha distratto. L'oggetto più orribile di oggi, mi ha fatto pensare. Perchè un oggetto così è improbabile ed oltre la categoria del brutto. Gliela avranno mostrato in un catalogo, mi sono detta. E lui o lei, che tanto fa uguale, deve avere detto, sì cazzo, lo voglio per la vetrina del mio bel negozio.Di animali. La voglio a far bella mostra di sè, a brillare di luce propria tra guinzagli, palle di gomma ed ossi finti ma non abbastanza da non essere addentati. Una cuccia per cani in finta roccia. Però non mi ha depresso più che tanto. Al brutto si fa l'abitudine, fino a che diventa quasi bello, quasi accettabile. Come vivere senza amore. Alla fine ci si abitua e non è nemmeno male. O così dicono. E come sia possibile associare una roba così profonda ad un pezzo di plastica lo sa solo Dio e se credessi lo saprei anch'io. Ci vuole fede quindi, per sapere le cose. O per non saperle. che non cambia.
postato da: SalenegliOcchi alle ore 15:27 | Permalink | commenti (9)
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sabato, 12 aprile 2008
Sto cercando le parole per te, le storie da raccontarti. Vorrei fossero nuove. Vorrei fosse possibile. Vorrei la vita non ci spaventasse così tanto. Vorrei non sentire quel peso, quando mi trovo sola, in mezzo alla gente.
 La magia, quella che scorre nelle stanze che abiti,  preservarla dalla scorrere del tempo e dalla sua inesorabilità.
Vorrei farti vedere il mondo come lo vede una donna dall'animo mancino.
Nel frattempo la mimosa sfiorisce e vagheggia di imprevedibilità con il ciliegio appena in fiore. Non c'è sincronicità nel loro aprirsi e chiudersi alla vita ma non possono fare a meno di cercarsi.
Ossessionati dall'avere l'ultima parola, dimentichiamo di pronunciare la prima.
Permette questo ballo?




postato da: SalenegliOcchi alle ore 12:28 | Permalink | commenti (5)
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sabato, 12 aprile 2008
Che percorsi buffi a volte! Sono arruffata, con il mal di testa, una notte passata a rigirarmi e debbo andà a lavurà....Sogni scalcinati....ma poi arriva un messaggio di una delle mie pochissime  ma tanto amate amiche.  Vuoi o non vuoi mi ritrovo  a seguire il suo filo di pensieri , la sua linea gialla e in un battibaleno cerco quanto sotto per riuscire a farla sorridere.  E lo faccio anch'io

postato da: SalenegliOcchi alle ore 07:24 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 08 aprile 2008
Voglio farti crescere la frangia
e metto quelle forcine frettolose
la mattina
con i minuti che sgocciolano dall'orologio sulla parete
e le parole che vorticano
fra noi e la spazzola per capelli.
Voglio la tua fronte sgombra
per accogliere nuovi pensieri
e farne coriandoli
per ristrutturare le nostre ombre
come si fa con i cascinali
facendo finta di amare la campagna.
Voglio tu rinasca
testa fra le mie gambe
sorriso nel mio dolore.
Lo rifarei.
Oh, se lo rifarei.
postato da: SalenegliOcchi alle ore 16:18 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 24 marzo 2008
Io ho i nervi scoperti. Nessuna guaina a far da scudo. e tutto arriva.
ed è fulmineo. hai capito che ho i nervi scoperti? Parlo con te o piuttosto con i tuoi silenzi.
che sono ferini e si insinuano fra i miei umori. Ho i nervi scoperti e tu sei a corrente alternata.
ed in quel vuoto fra un inizio ed una fine, io raggiungo la superficie per respirare.
ma questa errata corrige non riporterà la mia vita in un porto sicuro.
e questi nervi, nervi scoperti e tesi, finiranno con l'usurarsi.
oppure imparerò a farne cose giuste.
li tenderò alla spasmo per tirare pietre d'astio o petali di rosa, a seconda.
a seconda. per seconda. in seconda. come un capitano
postato da: SalenegliOcchi alle ore 20:03 | Permalink | commenti (13)
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lunedì, 24 marzo 2008

Taty Almeida  Aurora Bellocchio 25a Marcia della Resistenza

Queste donne, impavide e coerenti come solo le donne sanno e possono, volevano solo sapere dove fossero i loro figli.
Queste donne stavano lì, con le loro richieste mute negli occhi.
Stavano lì con la storia tra le mani e gli umori a grondare in rivoli leggeri.
Stavano a guardia di un'umanità ormai perdutasi per strada e fattasi alienazione.
Com'è morire a diciotto anni, senza sapere bene perchè?
Com'è morire con tutta la vita ancora davanti e qualche sorriso lieve alle spalle?
Com'è la tortura quando si è poco più di un bambino e qualcosa meno di un adulto?
Che gioco crudele, per tutti quei ragazzi trasformati in delfini.
Può chiamarsi Nepal oppure Birmania, Argentina o Cile, Italia o Germania.
Cosa conta?
Il gioco è uguale e si ripeterà.
Ma le madri, le madri ci saranno sempre. Per ricordare, nei loro uteri caldi, ciò che fu .
Sono madri che vorrei  a governarmi.....madri vere, con gli occhi a contenere il mondo.
Madri capaci di amare nel rispetto dell'autonomia.
Madri di uomini e non di mostri.
Madri che conoscono il valore di ogni singola vita, ogni singola biografia.
Madri in grado di custodire e proteggere senza essere a servizio delle logiche di potere.
Madri, non finti padri.
postato da: SalenegliOcchi alle ore 16:31 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 marzo 2008
Vorrei dirti
di quel senso di mancanza
che mi prende a volte allo stomaco
tipo il batterio dell'ulcera.
Vorrei dirti delle attese
che riempiono giorni troppo uguali
come l'elio nei palloncini
i giorni della festa.
Vorrei prestarti i miei occhi
per un giorno soltanto
sapendo che basterebbe.
Vorrei che per qualche ora
portassi a spasso il mio utero
nelle tue viscere.
So che con questo
otterei il tuo rispetto.
postato da: SalenegliOcchi alle ore 16:21 | Permalink | commenti (8)
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